Cosa vuol dire immergersi in una storia che si perde nei meandri del tempo, per far sentire chi guarda i reperti nell’Antiquarium del quartiere spagnolo di Milazzo partecipe di epoche lontanissime, lo sanno bene i ragazzi volontari dell’associazione no profit Siciliantica Milazzo. Nata vent’anni fa e cresciuta con dedizione, pazienza e l’ostinazione di chi ama le proprie radici e ne vuole valorizzare la memoria in un legame indissolubile tra passato e presente, l’associazione si è da subito imposta come punto di riferimento per quanti volessero impiegare il proprio senso civico nel compito impegnativo della valorizzazione e della tutela del patrimonio culturale siciliano. In collaborazione con la Soprintendenza Beni culturali e ambientali di Messina, il lavoro svolto dai volontari ha contribuito a far riemergere, attraverso scavi, cura e manutenzione dei siti archeologici, le testimonianze antichissime della vita del territorio tra necropoli e abitato, con la riproduzione fedele, attraverso i plastici ricostruttivi, delle prime abitazioni risalenti all’età del Bronzo antico (XVII-XVI a.C). Nelle spiegazioni archeologiche dettagliate e coinvolgenti a cura della presidente, Tanya Pensabene, del vicepresidente Alessandro La Spada e del consigliere regionale- appena riconfermato nel ruolo- Alessandro Ficarra che ripercorrono la stratificazione del territorio, la sovrapposizione di costruzioni che non hanno cancellato le tracce più risalenti, ci si scopre ad osservare, letteralmente, una quotidianità lontanissima solo apparentemente, giusto il tempo di ricordare a chi osserva e ascolta, quell’unione ideale tra tempi e spazi che sembrano non appartenersi. Tantissime le iniziative volte a coinvolgere chiunque sia interessato in questa immersione nella memoria e, tra i tanti progetti in cantiere, aspetta di vedere la luce una biblioteca ricchissima di volumi di interesse storico-artistico.

 

Tratto da: tgME