Il 16 Marzo 2015, lungo la costa di Castellammare, durante un’immersione ricreativa . . .

Il 16 Marzo 2015, lungo la costa di Castellammare, durante un’immersione ricreativa, alcuni sommozzatori di SiciliAntica sede di Castellammare del Golfo, notavano su un fondale di circa 15 mt, resti di anfore, una macina in pietra, vasellame e altri cocci, resi visibili dall’azione erosiva delle ultime mareggiate. I sommozzatori, Antonella Curatolo, archeologa e Lino Corso, verificato il contesto e la vulnerabilità dei reperti così visibili, comunicavano al Presidente di SiciliAntica, Ignazio Sottile, di informare tempestivamente l’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera.

Grazie all’immediata collaborazione del Comandante Davide Tumbarello e con il prezioso ausilio della LEGA NAVALE, si provvedeva al recupero di tali reperti.
Informata la Soprintendenza del Mare i reperti, in attesa di essere catalogati, venivano quindi presi in custodia dal suddetto Ufficio di Capitaneria di Porto di Castellammare del Golfo (Tp).

Nella foto, da sinistra: Marco Caci, vice comandante Guardia Costiera, Lino Corso, Sergio Curatolo, l’Arch. Gianfranco Turano, Davide Tumbarello Comandante Guardia Costiera, l’Archeol. Antonella Curatolo, e accosciato, Ignazio Sottile Presidente di SiciliAntica.

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